Verso una vita a distanza “di gamba”: la nascita delle comunità walkable

Ci sono situazioni, nelle città medio-grandi (ma ormai anche in quelle di più piccole dimensioni), che non solo ci sembrano irrimediabili ma addirittura sempre peggiori. Quella del traffico e della mobilità è sicuramente la più macroscopica. Spostarsi in auto in città è quasi sempre un’esperienza frustrante, fastidiosa, stressante, con perdite di tempo ai limiti dell’assurdo e costi ecologici che ormai è impossibile non tenere più in considerazione. Ecco perché negli Stati Uniti e nel nord Europa sono sempre di più gli studi e gli esperimenti che promuovono la nascita di una nuova tendenza, quella delle comunità walkable, ossia quartieri dove tutto o quasi è “a portata di gamba”.

 

La walkability, il poter raggiungere a piedi tutti i luoghi fondamentali della nostra vita quotidiana, offre vantaggi sorprendenti per la salute, l’ambiente, le nostre tasche e le nostre famiglie. Tanto per cominciare, mediamente chi abita in un quartiere walkable pesa tra i due e i quattro chili in meno rispetto a chi è costretto a utilizzare l’auto per gran parte dei suoi spostamenti, con un evidente beneficio nel contrastare i problemi cardiovascolari, e poi le nostre gambe sono mezzi di trasporto a emissione zero, se consideriamo che l’82% delle emissioni di CO2 viene dai gas di scarico dei mezzi a combustibili fossili. Inoltre, gli immobili e le attività commerciali aumentano il proprio valore e il giro d’affari quando si trovano in aree in cui la mobilità è sempre più orientata al camminare o all’usare la bicicletta.

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Negli Stati Uniti è poi ormai evidente, a livello nazionale, che la creazione di nuovi posti di lavoro è legata alla tendenza delle nuove generazioni di voler sempre più abitare in quartieri dove tutto – negozi, ristoranti, uffici – è facilmente raggiungibile a piedi. Secondo Shannon Town Rogers e il suo gruppo di ricerca dell’Università del New Hampshire, la gente che vive nelle comunità walkable è anche più impegnata civicamente e ha più fiducia nel prossimo rispetto a chi vive in zone meno sfruttabili a piedi. Una comunità walkable fornisce ai residenti un facile accesso agli uffici postali, alle banche e alle aree verdi, ai caffè, alle palestre. E la possibilità di andare a piedi nei luoghi più importanti del nostro menage quotidiano è stata collegata a una più alta qualità della vita.

 

Aumenta dunque il “capitale sociale”, ossia quei vantaggi che derivano alla persona (o a un gruppo di persone, quale appunto gli abitanti di un quartiere) da forti connessioni interpersonali e dalla partecipazione alla comunità, come un minor isolamento, le sinergie professionali o la percezione della sicurezza del luogo in cui si abita. Per il loro studio principale, gli autori hanno selezionato due comuni nello stato del New Hampshire. Dieci quartieri sono stati scelti in ciascuna delle città e complessivamente 700 residenti hanno partecipato all’indagine. Sono stati interrogati riguardo al numero dei luoghi che potevano raggiungere a piedi nella loro comunità, per valutare il livello di walkability come pure della loro fiducia nella comunità locale, la partecipazione alle attività di comunità e la socializzazione, tutti indici del capitale sociale.

 

Nel complesso, i quartieri più walkable hanno registrato sempre i maggiori punteggi rispetto agli altri. Gli autori hanno scoperto che le persone delle aree più walkable hanno i livelli più elevati della partecipazione alla comunità e della fiducia in essa. Inoltre, i residenti dei quartieri più walk-friendly hanno affermato di essere in buona salute e felici molto più spesso di quelli dei quartieri meno “camminabili”.

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