Bicicletta in inverno, perché no?

L’inverno non è sicuramente la stagione più propizia per uscire in bici. Oppure no? È opinione diffusa che d’inverno non si possa prendere la bicicletta per via delle temperature un po’ più rigide, ma questo pregiudizio inibisce l’utilizzo di un mezzo di trasporto che invece non conosce stagioni ed è adatto agli spostamenti quotidiani tutto l’anno. L’inverno dunque non dovrebbe fermare i ciclisti urbani, anche perché pedalare e fare movimento è il miglior modo per riscaldarsi. Non solo, l’utilizzo quotidiano della bicicletta permette al nostro corpo di liberare endorfine, sostanze chimiche che contribuiscono a rafforzare il buonumore, il senso di fiducia in se stessi e l’autostima. Quindi perché rinunciarci proprio d’inverno, quando oltretutto si bruciano più calorie, facendo poi aumentare l’affollamento sui mezzi pubblici o, peggio, le auto in circolazione?

 

Invece, con alcune accortezze – un abbigliamento adeguato in primis – si può pedalare con piacere, e migliorare la propria salute, anche nella brutta stagione. E magari risparmiare su carburante e parcheggi. «Andare in bici a basse temperature è molto diverso dal farlo nel periodo estivo – spiega il cardiologo Antonio Raviele, presidente dell’Alfa, Alleanza per la Lotta alla Fibrillazione Atriale – si bruciano più calorie», tanto che si consiglia addirittura di non pedalare troppo. Il tempo impiegato per andare al lavoro in bici anche in inverno dunque si nobilita e diventa tempo di qualità per il benessere che produce nel singolo e all’ambiente.

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E comunque basta dare un’occhiata alle abitudini di pendolari, lavoratori, studenti, anziani e mamme del Nord Europa: in molte città di Olanda, Danimarca, Germania, Svezia, Finlandia e di altri paesi dal clima invernale non proprio mite, tantissime persone pedalano tranquillamente anche d’inverno, con la neve o la pioggia, usando normali biciclette e indossando normali abiti invernali. Qui la popolazione, da sempre cresciuta su due ruote, è ben disposta a sfidare freddo e neve in cambio di libertà, velocità e coscienza ecologica. Certo, nel Nord Europa le piste ciclabili sono tante e sempre più funzionali, ma l’attenzione verso di esse sta rapidamente aumentando anche nel resto del Vecchio Continente, Italia compresa.

 

L’inverno potrebbe così diventare solo un’altra stagione per lo spostamento sulle due ruote. Il problema, se esiste un problema, è legato ai bambini trasportati, che hanno un ruolo passivo in fase di viaggio. Ovviamente i baby passeggeri vanno salvaguardati dal freddo in modo più che adeguato, ma in commercio esistono alcuni accessori atti a mitigare il freddo e dare riparo ai più piccoli: dal parabrezza montato sul manubrio alle copertine, fino all’Opossum, una sorta di guscio protettivo impermeabile che rimane sempre ancorato alla bicicletta ed è compatibile con tutti i tipi di seggiolino.

 

Ma soprattutto sta prendendo sempre più piede il kinderwagon, un’appendice completamente coperta della bicicletta che si traina, in grado di isolare completamente il suo piccolo passeggero. E se l’abitudine all’uso della bicicletta diventasse sempre più all seasons presto anche l’acquisto di una nuova abitazione o la scelta di un alloggio per una vacanza potrebbero orientarsi verso soluzioni che permettono un facile accesso alle piste ciclabili. Perché il pensiero di usare l’auto il meno possibile (risparmiando nei costi economici ed ecologici) e allo stesso tempo di mantenersi in forma, potrebbe essere, nelle città del XXI secolo, davvero irresistibile.

1 commento su “Bicicletta in inverno, perché no?

  • Concordo al 100% e già lo faccio.

    Se le strade italiane lo permettessero, un mezzo fantastico sarebbe il velomobile, sostanzialmente un triciclo reclinato più o meno completamente coperto. Maggiore aerodinamica, protezione dalle intemperie (e dagli incidenti), comodità negli spostamenti anche a lungo raggio, piccoli bagagli trasportabili con la massima semplicità.

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